Viene da chiedersi se il freddo del passato è come ce lo ricordiamo noi, i nostri nonni, le memorie dei libri oppure se stiamo ricostruendo una verità che ci vuole solo deprimere e portare a considerazioni negative sul futuro.
La scienza e la logica ci possono aiutare a capire meglio e questa recente animazione di simulazione dell’espansioni e dei ritiri dei ghiacciai alpini ce ne può chiarire la parte di verità che riguarda almeno i recenti 120’000 anni. L’articolo è ripreso dal sito dell’unione delle geo-scienze europee (EGU) raggiungibile a questo [LINK] e l’animazione è possibile attivarla nel seguente riquadro.
Espansioni e ritiri dei ghiacciai alpini durante il più recente ciclo glaciale da Julien Seguinot su Vimeo.
Circa 25’000 anni fa i ghiacciai alpini riempivano la gran parte elle vallate e si estendevano fino alle pianure. Grazie ai modelli computazionali che dispongono di conoscenze in merito alla fisica dei ghiacciai basata su moderne osservazioni di Groenlandia, Antartico, esperimenti di verifica sui ghiacci ed elaborazioni dalle tracce lasciate dai ghiacciai in conseguenza dei loro ritiri date in pasto ad uno dei più veloci elaboratori al mondo è stata realizzata questa animazione come simulazione dell’evoluzione dei movimenti dei ghiacciai alpini in un periodo da 120’000 anni fa ad oggi.
La geografia astronomica e i cicli della Terra
Se vogliamo andare oltre i 120’000 anni per cercare di capire se nella vita della Terra ci sono state situazioni più complesse dobbiamo rivolgerci a chi si occupa di geografia astronomica.
La geografia astronomica è, oggi, abbastanza evoluta da riuscire a spiegare i moti giornalieri e quelli annuali di cui abbiamo sicuramente conoscenze scolastiche e di vita così come i moti millenari della Terra che sono un po’ più complessi e di cui molti pubblicano video divulgativi come quello a seguire che, oltre a rivelare che il Sole NON è al centro dell’universo ma in uno dei due “fuochi” della parabola, chiarisce anche che “di glaciazioni e di periodi inter-glaciali ne sono passati sotto i ponti” dalla formazione della Terra, stabilizzando così (si fa per dire) il suo moto. Un qualcosa che risale a circa 4’650 miliardi di anni fa [fonte Wikipedia].
Adesso possiamo seguire il video con attenzione per rinfrescare, così, anche le nozioni di geografia astronomica.
Una volta capito che le glaciazioni e le inter-glaciazioni si succedono l’una all’altra come conseguenza di moti millenari che sono ciclici fino a quando (si ipotizza fra circa 600 milioni di anni) non avverranno sconvolgimenti nella “meccanica” del nostro spazio di universo che saranno tali da mettere proprio in discussione sia la continuità di questi moti sia le condizioni di vivibilità sulla Terra per come siamo fatti oggi. Così come riportato da un articolo di Wikipedia che si intitola proprio “Futuro della Terra” e che si può recuperare a questo [LINK].
Questo video divulgativo riprende le spiegazioni della geometria astronomica per dettagliarne proprio la sequenza delle ere glaciali e dei metodi usati per individuare e confermare come e quando siano effettivamente avvenute.
Quindi, sì, è proprio così. Siamo in un periodo inter-glaciale. Siamo nel momento in cui le temperature si alzano verso il picco superiore estremo per poi ridiscendere nel tempo e proseguire verso una nuova glaciazione.
Allora questa situazione è normale
Tutto normale quindi? Beh, non proprio, perché non sappiamo quanto le indicazioni di ISPRA che sono state riportate in un precedente articolo, pur nella difficoltà della determinazione del futuro, potranno determinare il curvarsi della linea della temperatura e riportarla a valori che siano più vivibili per gli esseri umani.
Ma, anche, dobbiamo considerare che ai meccanismi astronomici del pianeta che ci ospita vanno aggiunte tutte le conseguenze antropiche (cioè dovute all’attività umana) che abbiamo sviluppato in modo esponenziale in queste recenti poche centinaia di anni.
Saremo capaci di limitarci e di cambiare stile di vita oppure queste conseguenze, piccole rispetto alla grande quantità di lavoro che il sistema terrestre svolge quotidianamente, non portino a far traboccare il contenuto della bottiglia?
Proprio questo ci racconta il video divulgativo che segue e che proporziona le attuali azioni antropiche ad un bicchierino da liquore rispetto a quelle grandi quantità che vengono continuamente recuperate dalle azioni della Terra grazie alle varie azioni dell’ambiente a cui, tra l’altro, non diciamo mai abbastanza “grazie” per le condizioni di vita che continua a regalarci, nonostante le nostre azioni.
Considerazioni conclusive
Per concludere il calcolo dimensionale delle varie azioni queste andrebbero tutte sommate; quelle contingenti più quelle strutturali.
Dal punto di vista politico si continua invece a tenere separati gli argomenti ma molti gruppi di scienziati stanno “gettando in faccia” ai leader politici il problema in tutta la sua gravità. Sempre in un articolo da [Wikipedia] troviamo consistente documentazione degli enti che hanno già dichiarato che si tratta di “emergenza climatica” e dei paesi in cui sono attivi movimenti che lo sostengono e che sviluppano azioni sul territorio.
Dobbiamo attivarci per sollecitare una presa di coscienza da parte delle strutture governative, a qualsiasi livello, affinché producano quelle indicazioni puntuali che mirano a risolvere sia i problemi contingenti, quelli della modernità, sia i problemi strutturali.
Il compito dei miei articoli va proprio in questa direzione e avrà tanta più forza quante più persone mi segnaleranno la propria vicinanza con:
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