Greenpeace ha riunito un gruppo di testate giornalistiche che si impegnano a parlare di clima senza condizionamenti dalle aziende del settore fossile.
Sono già dieci le testate che hanno già aderito: Il Fatto Quotidiano, ilfattoquotidiano.it, Altreconomia, Greenreport, La Svolta, Nextville, QualEnergia, Radar Magazine, TeleAmbiente e Valori.it.
Tutte, si sono impegnate a rispettare i cinque criteri definiti da Greenpeace:
- Copertura mediatica: dedicare la massima attenzione alla crisi climatica, dandole lo spazio che merita un’emergenza a cui occorre reagire con urgenza.
- Cause e responsabili: menzionare i combustibili fossili in almeno metà degli articoli o dei servizi in cui si parla delle cause della crisi climatica, senza omettere le gravi responsabilità dell’industria del gas e del petrolio.
- Voce delle aziende inquinanti: ridurre lo spazio offerto alle aziende inquinanti nel discorso mediatico sulla crisi climatica, la cui voce tra i soggetti che parlano del clima non deve superare quella degli esperti. Nessuno spazio deve essere più concesso ai negazionisti del riscaldamento globale.
- Trasparenza: rendere pubblico in modo trasparente ogni finanziamento proveniente dalle aziende dei combustibili fossili.
- Finanziamenti: assumere pubblicamente l’impegno, nei tempi e nei modi stabiliti dalla testata, a ridurre progressivamente o a eliminare ogni forma di finanziamento proveniente dall’industria dei combustibili fossili, incluse le inserzioni pubblicitarie.
“Etica Ambientale” può fare da cassa di risonanza sul territorio locale per riportare gli argomenti evidenziati dalle testate che hanno aderito perché ritengono necessaria e utile questa azione di indipendenza dai poteri economici che travisano le problematiche ambientali a favore dei propri interessi.
“Stampa libera per il clima” è il nome dell’iniziativa di Greenpeace Italia in cui si parla della crisi climatica con profondità, autorevolezza e senza condizionamenti. La più grande crisi dell’umanità ci impone la necessità di essere informati e di informare evitando i condizionamenti.
Non è solo una questione economica o di potere ma anche una questione di competenze che vanno affinate, completate e riempite di motivazioni che rispondano alla logica di quella grande contraddizione che esiste tra le ragioni della vita e le ragioni dell’ambiente.
Il nostro augurio è che presto il numero di testate aderenti cresca così da propagare questa modalità e che favorisca lo sviluppo di una cittadinanza consapevole e informata.
#EticaAmbientale
#StampaLiberaPerIlClima