Domenica 15 maggio 2022 non è una domenica da festeggiare!
Domenica 15 maggio è il giorno del 2022 in cui in Italia è stata esaurita la disponibilità di risorse naturali!
. . . e non è la notizia più brutta.
Nel Qatar il giorno in cui sono state esaurite le scorte è avvenuto già il 10 febbraio.
Nella lista a seguire ci sono le date in cui la giornata in cui ogni paese consuma le proprie risorse. La lista è quella pubblicata dallo stesso sito da cui è stata recuperata l’immagine di questo post. Potete navigare il sito a questo [LINK].
Potete studiare bene come si fa il calcolo anche andando a leggere sulle pagine di [Wikipedia]. A seguire un’anteprima.
Ci possiamo riempire gli occhi delle date di tutte le tabelle che vogliamo ma il problema non cambia: dal 16 maggio 2022 iniziamo a consumare le risorse del futuro.
Quelle che dovremmo lasciare per le prossime generazioni abbiamo già iniziato a consumarle anche negli anni scorsi, già da molto prima della fine dell’anno.
Nel tempo, la data si sta progressivamente avvicinando all’inizio dell’anno:
- 1972 – 10 dicembre
- …
- 2018 – 1 agosto;
- 2019 – 29 luglio;
- 2020 – 20 agosto;
- 2021 – 13 maggio.
Già dal 1972 abbiamo iniziato a consumare tutte le risorse disponibili prima della fine dell’anno. Quelle che mancavano e che continuano a mancare le stiamo prendendo dai paesi che ne hanno disponibilità.
Glie le paghiamo bene queste risorse?
Magari a qualche paese sì e a qualche paese no ma la questione rimane, anzi peggiora.
Dobbiamo sempre considerare che i governi decidono degli orientamenti nazionali / europei / mondiali ma dei comportamenti individuali, come il rispetto degli orientamenti governativi, ne rispondiamo noi, personalmente.
Sarebbe l’ora di riprendere in mano il sano esercizio alla sobrietà di cui si trova traccia ancora in qualche libro cartonato per bambini.
Ci sono già, per esempio, da qualche mese, 10 indicazioni individuate da IEA (International Energy Association) come importanti per ridurre in modo considerevole almeno il consumo di petrolio (ne ho già parlato nell’articolo “10 proposte per gestire l’emergenza petrolio”) ma sembra che dai governi non arrivi nessuna indicazione operativa.
Sono abbastanza attempato per ricordare il periodo di “Austerity” del 1973 in cui qualche decisione importante si era presa. Ce lo ricorda [Wikipedia] che ne indica anche le disposizioni attuate.
Eccone alcune, in sintesi:
- divieto di circolazione dei mezzi privati nei giorni festivi, pena sanzioni amministrative fino ad un milione di lire (qualche anno dopo fui assunto da una società nazionale come impiegato di concetto e una multa del genere mi sarebbe costata tre mesi di retribuzione);
- bandite le insegne luminose animate e di grandi dimensioni;
- anticipo alle 20:00 del telegiornale della sera del Programma Nazionale della RAI;
- anticipo alle 22:00 della chiusura dei cinema;
- anticipo alle 22:45 del termine delle trasmissioni televisive RAI.
Significarono cambiamenti decisamente importanti nelle abitudini delle persone (le disposizioni furono messe in atto in tutti i paesi industrializzati). Oggi riusciremmo a sopportarli?
Comunque sia, in generale, quando i problemi non si affrontano non solo non si risolvono ma il ritardo nell’azione ne rende gli effetti anche peggiori. E questo sta succedendo.
Io mi impegno a portare avanti la richiesta di prendere delle decisioni nelle sedi che posso raggiungere ma, intanto, individualmente, facciamoci carico anche noi, di persona, di impegnarci a tenere dei comportamenti sobri. Sia per ridurre lo spreco sia per dare un buon esempio.
All’inizio non sarà facile ma poi saremo capaci anche di ottimizzare quello che ci sembrava difficile da iniziare.
Allo stesso tempo, non manchiamo di sollecitare risposte al problema, a qualsiasi livello governativo superiore, aggregando anche dei gruppi di conoscenti.