Il ciclo dell’acqua ci ha regalato la vita e continua a farlo senza sosta. È un principio fisico-chimico che permette a questo liquido che è fondamentale per la vita umana, insieme all’aria, di rigenerare la sua presenza negli ambienti in cui viviamo.
Per l’aria la questione è diversa perché richiede la presenza del verde per potersi rigenerare in modo da permettere la vita. In questo caso, essendo un processo di trasformazione, tutto si riduce ad una formula:
6CO2
(6 molecole di anidride carbonica)+ 6H2O
(6 molecole d’acqua)+ energia solare
→ (producono la trasformazione in …)
(di valore adeguato, altrimenti la pianta appassisce e muore)
C6H12O6
(6 molecole di “zucchero, per il nutrimento della pianta)+ 6O2
(6 molecole di ossigeno, “scartate” dalla pianta ma utili per la vita umana)
Da questa semplice formula (Wikipedia: Fotosintesi clorofilliana) risulta chiaro come l’acqua sia necessaria, anche alla pianta, per la produzione di ossigeno per la vita umana.
Sarebbe utile quindi, sempre, proporre atteggiamenti adeguati ad evitarne lo spreco e le Amministrazioni locali dovrebbero sostenere delle attività formative continue nei confronti della cittadinanza tutta.
Ne va della qualità della vita di chiunque. Sia di chi vota a favore della maggioranza, che a Torre Boldone corrisponde al 31% degli aventi diritto cioè circa il 25% della popolazione, sia di chi vota altro sia di chi non vota o non ha diritto al voto, come ad esempio chi ha meno di 18 anni che a Torre Boldone risulta essere circa il 18%.
Quando mancano le attenzioni quotidiane ad evitare i problemi bisogna ricorrere all’emergenza.
Uniacque sta già segnalando dai primi di giugno l’emergenza nella provincia di Bergamo e ha pubblicato delle raccomandazioni specifiche ad evitare lo spreco d’acqua. Le indicazioni complete si possono scaricare facendo clic su questo [LINK] ma aggiungo alcune indicazioni utili per chi ha sensibilità e attenzione per la sobrietà e per il benessere generale.
Utilizzare le classiche bacinelle per recuperare l’acqua da:
- abluzioni quotidiane (mani, faccia, denti …);
- lavaggio alimenti (insalata, frutta …);
- per qualsiasi altra attività che nel vostro quotidiano può permettere il recupero di acqua.
E utilizzarla per:
- bagnare le piante di casa;
- in sostituzione o in aggiunta allo scarico;
- per qualsiasi altra attività che nel vostro quotidiano può permettere l’uso di acqua recuperata.
Uniacque specifica in un altro articolo che per diversi Comuni della provincia di Bergamo, nella cerchia settentrionale, la dichiarazione di “emergenza acqua” è già conclamata.
È pertanto necessario che tutti i cittadini delle zone interessate interrompano l’uso dell’acqua potabile per gli usi non essenziali quali, a titolo di esempio, irrigazione di giardini privati e pubblici, lavaggio dei piazzali e automobili, riempimento di piscine.
Uniacque invita comunque tutti i cittadini della Provincia a ridurre ogni uso non indispensabile dell’acqua potabile.
Contenere i propri consumi idrici, attraverso una maggiore accortezza nei diversi tipi di utilizzo, può permettere di salvaguardare la risorsa anche in momenti complessi come quello attuale.
Ma si sa quanto può durare?
L’ISPRA già dal 2019 elabora un “Bollettino siccità” che potete consultare per i vari anni e, nelle relative “Linee guida” per le definizioni tecniche, indica anche che questa situazione non è momentanea, casuale o contingente ma che fa proprio parte di un percorso di cui non si prevede una fase di flessione e di ritorno alle condizioni che abbiamo conosciuto negli anni scorsi.
ISPRA, per maggiore sintesi figurativa elabora anche un paio di proiezioni così da definirne l’evoluzione nel periodo 2020÷2039 e nel periodo 2080÷2099.


La tabella sinottica permette di individuare i punti più soggetti ed il valore della condizione di siccità.
L’aumento delle zone di colore giallo, rispetto a quelle di colore verde, è indicativo dell’entità del problema.
Acquedotti che fanno acqua
A maggior considerazione della situazione bisogna aggiungere che l’acqua catturata per gli usi vitali viene abbondantemente persa durante la fase della distribuzione.
ISTAT rileva e riporta annualmente le perdite del nostro sistema idrico e ci dice che anche se la perdita è diminuita di qualche punto percentuale, nei capoluoghi di provincia questa risulta consistente e pari a oltre un terzo di quanto distribuito.

Gia impegnarsi a ridurre questa percentuale significherebbe recuperare abbondanti quantità di acqua. Non è da sottovalutare però la dislocazione delle perdite rispetto alla disponibilità.
Cioè, intendo dire che per ridurre il problema della disponibilità di acqua ai cittadini, sarebbe prioritaria l’azione di riparazione delle zone in cui la carenza è già problematica invece che attivare i lavori nelle zone in cui ci sono grandi perdite ma in cui ancora il problema non è manifesto. La programmazione dei tempi di svolgimento delle azione dovrebbe quindi tenere conto prima delle zone in carenza di acqua e poi delle zone con grandi perdite ma minore sofferenza.
Ma, intanto, stiamo a guardare?
Alla luce di queste evidenze, l’emergenza è chiara e bisogna considerare di prepararsi a correre ai ripari adottando, già nei Comuni limitrofi a quelli attualmente in difficoltà idrica, le situazioni sopra indicate da Uniacque.
Comportamento ancora più corretto sarebbe quello dell’ufficializzazione da parte delle Amministrazioni comunali di adottare queste indicazioni e di raccomandarne l’uso alla cittadinanza.
Mi aspetto che la Maggioranza politica di Torre Boldone aderisca adeguatamente a queste considerazioni facendole proprie.